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sabato 1 ottobre 2022

Wide Open un libro per Natale

 


Questo nuovo libro vuole raccontare la storia di un concorso homebrewer, che negli anni si è affermato a livello nazionale distinguendosi per la qualità dei giudizi espressi nelle schede che vengono inviati a ogni partecipante, indipendentemente dalla posizione di classifica.

Sicuramente il montepremi, da sempre è uno dei più ricchi in Italia, è un fattore importante ma non quello più importante per partecipare a un concorso di questo livello.

La giuria selezionata grazie al sapiente lavoro del nostro presidente di giuria Matteo Selvi, noto homebrewer nonchè giudice Bjcp affermato, ci permette di avere un parterre di amici bravissimi che cercano non solo di giudicare ma soprattutto di dare consigli e suggerimenti spiegando all'homebrewer gli errori commessi, errori che hanno determinato i difetti evidenziati nella scheda compilata.

Il libro non è solo storia, ma anche la raccolta delle meravigliose ricette che hanno segnato il percorso di questo affascinante nostro concorso, ma oltre a queste, vengono messe a disposizione di chi vorrà prendere il libro, una serie di altre ricette di birre incredibili che hanno sfiorato la vittoria oppure si sono distinte in ogni caso pur non vincendo per il valore intrinseco della birra presentata.

Chi lo ha preso mi ha scritto che lo ha letto tutto di un fiato, facendosi coinvolgere nell'atmosfera del racconto e che ha molto apprezzato le ricette che ha trovato, alcune delle vere e proprie chicche, presenti nei nostri archivi che a volte neppure gli stessi homebrewer hanno più a disposizione.


L'esempio più eclatante è di questa stupenda birra, vincitrice dell'edizione del 2013 realizzata da due ragazzi che si sono poi distinti nel loro percorsi di protagonisti del mondo della birra artigianale : Nicola Coppe e Fabio Polesel.
In quello stesso anno si distinse un homebrewer che oggi è uno dei grandi birrai della nostra birra artigianale italiana, Giovani Faenza, head brewer di Ritual Lab, 

Molti homebrewer sono passati  per le forche caudine del concorso, spiccando il volo e distinguendosi in futuro come veri e propri artisti della birra artigianale.

Un altro esempio ? Antonio De Feo, noto homebrewer conosciuto nei forum con l'aka Jigen_Daisuke , che da homebrewer vince quasi a sorpresa l'edizione del 2014 e oggi affermato cofounder del progetto Cask Irpinia Barrel che tante soddisfazioni gli sta regalando.
Ebbene in questo libro troverete la ricetta originale della birra vincitrice di quell'edizione, tale e quale a quella brassata all'epoca da Tonino nostro.

Black IPA Amarok

(lupo gigante della mitologia Inuit)

 

OG 1.060 - IBU Tinseth 67 -  BU/GU 1 - EBC 50


La ricetta l'abbiamo pubblicata così come la ha mandata e scritta il nostro vincitore dell'edizione sopra citata.

Il libro è pubblicato nell'ambito delle pubblicazioni promosse dalla Brasseria Veneta e il suo ricavato va ad alimentare il fondo della solidarietà della nostra associazione.

Un bel libro da leggere, con tante belle ricette che saranno un prezioso spunto per molti homebrewer, sicuramente potrebbe diventare un gradito regalo di Natale da fare a se stessi o da regalare a qualche amico.

Chi desiderasse averlo con dedica autografata e a prezzo Brasseria Veneta, scriva una mail a brasseriaveneta@gmail.com (numero copie limitate, secondo disponibilità dell'associazione)

Cheers !!! 

mercoledì 2 marzo 2022

Naranji la mia birra special

 Questa birra nasce lontano del tempo e si consolida sempre più diventando una ricetta consolidata , che molti Homebrewer hanno brassato con soddisfazione e gioia .

Nel mio libro Quando il birraio è il tuo maestro oltre alla storia e a una versione della ricetta nata nel 2007 trovate molte deliziose chicche condivise con noi da alcuni dei più grandi birrai italiani.


Il risultato desiderato si ottiene dopo qualche mese di maturazione e la birra darà il meglio di sè tra i sei mesi e l’anno di imbottigliamento, anche se mese dopo mesi potrete seguire assaggiandola la mervigliosa evoluzione del suo profilo organolettico.

E’ una birra che risulta gradita al palato e al naso di chi ama la birra , di chi la degusta con passione, di chi sa che si fa birra in casa ma non sa cosa si puo’ ottenere per qualità aromi e profumi, che sia una birra che faccia avvicinare anche gli scettici a questa bevanda ancora poco valorizzata nella sua capacità espressiva e artistica, una birra che se fatta con il cuore ti ricambia.



Nel tempo dalla ricetta base che si chiamava Mielix ( correva l'anno 2007 ), qui la ricetta Mielix, ha subito alcune modifiche migliorandone ogni aspetto che secondo me doveva alla fine diventare caratterizzante.

Riuscire ad armonizzare il grist con il miele di arancio della Trinacria non era compito facile, così come quello di arrivare alla fine ad avere un colore che richiamasse alla mente il colore del miele stesso.

Poi le spezie, importanti e decisive nel profilo finale : grazie a Fabio di Profilospezie che con la sua professionalità e amore per le spezie di qualità (incredibili i suoi prodotti !) ho potuto chiudere il cerchio che da anni cercavo di completare.

Non sono molte le spezie ma quelle utilizzate e il dosaggio sono importanti per l'amalgama finale tra grist e miele : coriandolo, buccia di arancia dolce, karvi o cumino dei prati e infine il tocco di classe finale con il pepe rosa.


Prendiamo come riferimento la ricetta iniziale (23 litri) :

Grani :

Malto Pale Ale Belga 5,1 kg (59,3 %) - ebc 7
Malto Cara Hell 0,5 kg (5,8 %) - ebc 31
Malto CaraPils 0,75 kg (8,7 %) - ebc 5,0
Fiocchi di Orzo 0,75 kg (8,7 %)

Luppoli:

Marynka (8 % AA) 15 gr (60 min.)
Cascade (4,5 % AA) 23 gr (60 min.)

Marynka (8 % AA) 10 gr (45 min.)

Saaz (3 %AA) 20 gr (15 min.)
Cascade (4,5 % AA) 24 gr (15 min.)
Marynka (8 % AA) 30 gr (15 min.)

Spezie : (ultimi 15 minuti)

23 gr di buccia di arancia amara
7 gr di coriandolo (frantumato)

A fine bollitura a fuoco spento :
Miele Millefiori delle Dolomiti 1,5 Kg (17,5%)

Lievito :

SafBrew S33 secco DUE bustine : Flocculazione media, densità finale alta. Temperature consigliate: 15-24°C.



Risulterà evidente che soprattutto i luppoli sono stati decisivi per ottenere il risultato finale, cambiandoli per arrivare al risultato finale desiderato. Poi le spezie, ne sono state aggiunte per finire al miele che ovviamente doveva richiamare i sapori e gli aromi del fiore dell'arancio.


Oggi la ricetta finale (Gluten Free) è così realizzata (23 litri) :


Malto Pilsner 58% - Monaco2 15% - Carapils 10% - Fiocchi di Orzo 6% - Special B 1% - Miele di arancio 10%

Amarillo 14 ibu a 30 min - Cascade 6 ibu a 15 min - Hallertauer Mittelfrhue 4 ibu a 15 min infine a fuoco spento Cascade ibu 4 e H. Mittelfrhue 1

Buccia Arancia Dolce gr 1,25/L - Coriandolo 1 gr/L - Pepe Rosa 0,125 gr/L e infine il Karvi se piace si può aggiungere 0,4 gr/L (nell'ultima versione ho provato a non metterlo e forse mi soddisfa di più senza)

Lievito utilizzato il SafAle BE-134

OG 1057-1060 / FG 1009-1012 

Alcool ABV 6,5-7% - IBU 29 - BU:GU 0,5 - EBV 12-15


Step Mash : dought in a 50° , 62° x 40 min, 70° per 30 min e mash out 76-78 per 10 min

Boil 90 minuti 


Mentre la sorseggio guardo la foto e mi compiaccio per la riuscita di questa birra che ora ha ha quasi 15 mesi e conserva intatte ogni sua piacevole sfumatura facendosi apprezzare e degustare in ogni momento :

I suoi 7 gradi alcolici non si sentono, al naso sentori agrumati e lieve pepato con note di biscotto appena sfornato, in bocca delicata e speziata con note agrumate e lievemente pepate, caramello dolce equilibrato da una luppolatura che rilascia un amaro elegante ... birra secca che solo alla fine fa risaltare l’eleganza del miele siciliano. Il colore è volutamente ricercato per irisultare l piu’ simile possibile al colore del miele utilizzato.



Ricetta adattata al mio AIO Braumaister Spiedel 20 L









 



La Brasseria Veneta la birra artigianale e EXPO 2022

Il 21 agosto 2009 nasceva per la passione e la intraprendenza di 4 amici la Brasseria Veneta, una associazione senza fini di lucro, accomunati dalla passione di fare la birra in casa e oggi può contare su 100 soci da tutta Italia che diventano i protagonisti della rassegna cult della Marca Trevigiana ovvero la nostra EXPO.
Tra i suoi obiettivi da sempre vi è la diffusione e la promozione della birra artigianale, la promozione della cultura e della conoscenza della birra di qualità, la divulgazione delle tecniche per la produzione della birra Artigianale (Homebrewing). fondi con piccole “lotterie” spontanee che nascevano nel corso delleserate eventi poi la decisione di programmare qualcosa che avesse questa finalità.
                                                             
Per saperne di più visitate il sito della Brasseria Veneta 


Nel 2010 nasce quasi per gioco la rassegna EXPO delle Birre Artigianali Italiane e con la presenza degli homebrewer della Brasseria Veneta, inizia una avventura che quest' anno compie dodici anni ( causa covid altrimenti erano 13): 
Abbiamo ospitato i migliori birrifici italiani, birrifici che hanno fatto la storia della birra artigianale italiana e che da sempre fedeli al principio producono una birra non pastorizzata e non filtrata per la gioia degli appassionati e dei cultori amanti della bevanda di Cerere.
Arrivati ai giorni nostri nascono ogni giorno "birrifici" o "produttori di birra senza impianto" o "distributori che rimarchiano la loro birra" cavalcando l'onda del momento, che vede la birra artigianale un prodotto di nicchia con un potenziale mercato di consumatori sempre in costante crescita e aumento.
Le multinazionali della birra vanno acquistando piccoli o grandi birrifici "in crisi" o "in difficoltà" per acquisire il marchio ed entrare nel mondo delle Craft Beer facendo credere di essere anche loro produttori artigianali.
Ora la domanda nasce spontanea, al dì là del prezzo non sempre differente, quale sono le differenze tra un prodotto "commerciale" e uno "artigianale" ?
Per farla in breve, per chiamarsi birra deve avere il 51% di orzo  tra le materie prime ed è artigianale se non è filtrata o pastorizzata e prodotta in un birrificio indipendente con una capacità produttiva annua di 200.000 hl (criteri stabiliti dalla legge italiana sulla birra artigianale). 

La rassegna EXPO delle Birre Artigianali arrivata alla 12a edizione ha lo scopo di far conoscere la birra artigianale attraverso i protagonisti principali, birrifici indipendenti - birrai e homebrewers, in una tre giorni fatta di cultura interesse promozione e aggregazione di appassionati e curiosi del mondo della birra artigianale
Noi crediamo ancora che la birra artigianale vada spillata in un certo modo, servita dalla bottiglia con una metodica quasi "religiosa" in un bicchiere adeguatamente pulito e adatto, gustata e apprezzata in tutte le sfumature visive e gustative perchè siamo ancora dei nostalgici romantici in un mondo sempre più di corsa che non ha più il tempo di pensare e fare le cose godendosi gli attimi belli, come il bere una buona birra in compagnia. 
Non esistono gerarchie, classi o titoli davanti a un buon bicchiere di birra, e diventa curioso e interessante conoscere e apprezzare i dettagli del contenuto versato nel bicchiere, ma come nasce, quanta fatica e tempo sia necessario perchè arrivi ad essere "degustato e apprezzato" e non tracannato perchè freddo dissetante e con tante bollicine ( per questo esistono la coca cola, la fanta o la sprite).
L'esperienza EXPO con la Brasseria Veneta è una tre giorni da bere e godere in compagnia, entrando in mondo magico fatto di sapori aromi e fantasia, dove potrete apprezzare la vera birra artigianale sia professionale che di homebrewer, dove si scopre la magia di vecchie leggende mai morte e dove si viene a conoscenza che esistono druidi che ancora riescono a realizzare "magiche pozioni" che ti fanno cavalcare sull'onda della fantasia e della poesia che si versa con rituali consacrati nel bicchiere, oggetto di piacere e di "goduria".
Ecco ... EXPO vuole essere il vostro binario 9 e 3/4, binario di libero accesso per tutti ma aperto solo a chi ha sete di conoscenza e di desiderio per una buona birra artigianale indipendente.



Sul nostro sito troverete tutte le info per l’EXPO della Brasseria Veneta 2022 !!!   




sabato 15 gennaio 2022

LE BELGIAN ALE

 24. Belgian Ale

Questa categoria include Ale altamente aromatiche belghe e francesi da maltose a equilibrate :

24A. Witbier – Ale di frumento, 50& malto di frumento non maltato e 50% di pils (es. Blanche di Bruxelles)

24B. Belgian Pale Ale, malto pilsener o pale ale, con aggiunte di caravienna e munich  (es. De Koninck – Anversa)   

24C. Bière de Garde, malti pale ale, vienna e munich (es. Jenlain)


Il Belgio è un insieme di piccole regioni, dove ognuna di esse si distingue per la propria lingua, cultura e ovviamente per le birre prodotte. 
La storia comincia nell’età del Ferro con i Galli, e forse i Belgi sono una combinazione “agguerrita” di Celti e Germani che amava la birra, così si racconta.
Una cosa importante e che va detta, è che il birraio belga è considerato un artista e per questo non deve sentirsi in alcun modo legato a categorie preesistenti : ecco perchè in realtà più di metà delle birre belghe non si possono inquadrare in alcun stile e gli stili stessi tendono ad una interpretazione libera.
I lieviti belgi sono estremamente vari, ogni ceppo è un marchio di fabbrica che caratterizza in modo inequivocabile la birra fermentata e grazie alle alte temperature viene favorita la produzione di aromi fruttati e speziati; in queste birre viene data piu decisa importanza e rilevanza ai malti che ai luppoli, poichè questi ultimi potrebbero essere troppo aggressivi e invadenti rischiando di coprire gli aromi più delicati.
Infatti queste sono birre che si distinguono per un maggior grado alcolico e una minor luppolatura rispetto alle Ale Anglosassoni, dove la alta saturazione carbonica tende a bilanciare la dolcezza del malto così da rendere la birra piacevomente dissetante.
Come dice Roger Protz “queste sono birre ramate dove ritrovo l’aroma fruttato delle Ale inglesi e la morbida bevibilità di una Ale Tedesca.”
In Belgio non appena d’estate la temperatura esterna saliva troppo, i birrai smettevano di produrre e secondo un antico detto “Chi vuole birrifica d’inverno, chi può birrifica d’estate.”
I birrai erano previdenti e producevano in anticipo le birre per poi conservarle in cantina nei mesi più caldi dell’anno (biere da conserve o biere de garde).
Le caratteristiche di queste birre è quella di essere di colore da ambrato chiaro ad ambrato, tra i 20 e i 30 Ebc, malto che è evidente e risalta al naso e in bocca, corpo da esile a medio; nelle Biere de Garde ci possono essere sentori di e sapori di muffa, terra e “cantina” in quantità variabili dovuto al diffuso utilizzo del tappo di sughero.

dekoninck

Le Pale Ale Belghe si distinguono per il sapore con leggere note di caramello accompagnato da una luppolatura leggera, l’aroma è generalmente con note di malto pulito e sfumature speziate date dal lievito, l’equilibrio risulta ben bilanciato con un finale maltato e rinfrescante: si possono abbinare a molti cibi dai formaggi alle cozze, dal pollo o carni bianche ai piatti speziati.

 Alcuni dati
densità OG 1040-1055 (10-13,6°P), alcool 3,9-5,6 , mediamente corpose
EBC 8-28, da dorato ad ambrato intenso e amaro medio 20-30 Ibu.

bieredegarde

Una base di partenza per fare una Belgian Ale può essere la seguente :

Malto Pils 4 kg
Malto Vienna 1,2 Kg
CaraMunich 100 grammi

Saaz AA 4% - 45 gr inizio boil (amaro)
Saaz AA 4% -10 gr  (aroma)

Lievito Wyeast 3522 Belgian Ardennes / SafBrew s-33 ( note su questo lievito cliccando sul nome) 

Mash
Dought in a 54°c
Step a 62°c per 45 min
Step a 72°c per 15 min
Mash out a 78°c per 10 min

Boli 60 minuti

OG 1.050 (12.5 gradi plato)
FG 1.012 (3 gradi plato)
Attenuazione apparente 76%
Amaro (IBU) 25
Grado Alcolico 5% Abv

Il lievito liquido consigliato è a mio avviso il più adatto per riprodurre le caratteristiche note tostate (crosta di pane e biscotto), fruttate (agrumi) e leggermente speziato che è tipico di queste birre.  

Sono birre che non hanno una caratterizzazione particolare per amaro, acidità, spezie, ma è sempre da mettere in risalto i sapori elementari giocando sulle % dei malti utilizzati per avere la giusta nota di caramello e tostato. Se vogliamo dare un tono più evidente alle note descritte possiamo inserire una modesta quota di malto Biscuit (100 grammi). 

Consiglio di affinare la birra con una lunga fase di maturazione e abbassare la temperatura finale di maturazione della birra.

 

domenica 13 settembre 2020

Birre che non si dimenticano : Ticiaboto Gluten Free

 Questa birra ha origini assai lontano nella mia attività da Homebrewer , nasce prima come una semplice ricerca nell'utilizzo di cereali diversi dall'orzo e dal riuscire a renderla glutenfree senza che andasse a discapito del profilo organolettico e dell shell life della birra stessa.





Qui il primo utilizzo del farro (spelta), una Blanche al Farro  , era il 14 luglio 2007: il risultato fu davvero soddisfacente. La birra aveva quel sapore rustico dato dalla presenza del farro e l'utilizzo di due lieviti diversi per capire quale dei due meglio si sposasse con il grist e i luppoli utilizzati.



Dall'etichetta si intuisce che le variazioni sono sostanziali per arrivare alla versione definitva che la può far rientrare nel novero delle Demi Blanche con il valore aggiunto di essere al di sotto dei 20 ppm di glutine, il che la rende una birra gluten free.

Alcuni cambiamenti nel grist, l'utilizzo di luppoli completamente diversi e il risultato finale sarà quella di una birra piacevole da bere, dai sentori fruttati con piacevoli note agrumate, beverina e dissetante.


Allora penso dopo tante parole sia arrivato il momento della ricetta perchè chiunque possa brassarla, e qualora avvenisse fatemelo sapere come viene e se vi piace.



Per finire l'etichetta della birra che verrà rivisitata e aggiornata ......












sabato 1 agosto 2020

La Baltic Doc

Lo stile Baltic Porter (BJCP 9C) mi ha sempre intrigato, e quando ne trovo una la assaggio avidamente cercando di carpirne i segreti, gli aromi e la delizia raccolta in un semplice bicchiere.



Possiamo definire la Baltic Porter come la cugina est-europea delle Imperial Stout, infatti viene prodotta nelle regioni del Baltico quali Polonia, Russia, Estonia, Lettonia, Lituania e ha un contenuto alcolico più alto rispetto ad una porter tradizionale. 
Il colore di questa birra invero non è mai nero, il più delle volte tende ad avvicinarsi al colore rosso scuro del vino, il sapore risulta essere più dolce grazie alle note di cioccolato, prugna, melassa e caramello.


Le Baltic Porter in genere hanno toni meno torrefatti delle Imperial Stout, vi è una maggiore morbidezza e un tenore alcolico più contenuto. In alcune sfumature mi fanno pensare ad una Schwarz tedesca, anche perché è l'unica tipologia non legata a una famiglia di lieviti nello specifico: tradizionalmente si potevano realizzare sia usando un lievito Lager che un lievito Ale. 

Baltic Porter: The 'Robust' Beer of the 18th Century Working Man

Ed allora prova e riprova ho deciso di cimentarmi nell'avventura di brassare questo stile e con il Braumaister devo fare necessariamente un doppio mash vista l'OG di partenza assai alta per avere una birra di quasi 9 gradi alcoolici.

Dopo tanta fatica ora bisogna aspettare il dovuto tempo perchè sia pronta e matura per essere bevuta.





domenica 26 luglio 2020

La passione di un Homebrewer per le sue birre : Petali di Rosa

Il mio vecchio sito blog rimane un punto di riferimento per informazioni, nozioni e ricette di birre che dal 2007 ovviamente necessiterebbe di un aggiornamento per i cambiamenti intervenuti sia nelle nozioni che nella strumentazione oggi a disposizione di un homebrewer.
Da allora sono cambiate tante cose, però non la voglia di fare birra in casa e di provare sempre qualcosa di nuovo utilizzando l'esperienza accumulata in tutti questi anni.

Sul mio canale Youtube il riassunto in immagini della cotta con i petali di rosa :



L'idea nasce dall'assaggio di una composta realizzata con i petali di Rosa prodotta dall'azienda agricola Nonno Andrea , i petali di rosa vengono fatti macerare in acqua e zucchero conservando intatto il loro profilo aromatico.

 

La base del grist è quello di una semplice Ale UK con lievito della Lallemand , a fermentazione conclusa per la deglutinazione si rende sempre necessaria una winterizzazione di almeno 5 giorni.
Una parte la infusterò in carbonazione forzata e una parte la rifermenterò per poter valutare le eventuali differenze e capire cosa sia meglio fare per una birra del genere.


Vi consiglio di visitare il mio vecchio sito blog sempre online a disposizione di tutti


Non dimenticate di iscrivervi al concorso WIDE OPEN  2020 storico concorso per homebrewer della Brasseria Veneta

venerdì 15 marzo 2019

BRASSA E DEGUSTA 2019 : IRISH RED



La Brasseria Veneta compie 10 anni e qui sul sito avete la possibilità di scoprire cosa realizza e come la famiglia di questa associazione, composta oramai da più di 100 soci da tutta Italia, sia impegnata non solo a fare birra, ma grazie ai momenti e agli eventi che si susseguono durante l'anno, si impegna nel sociale contribuendo e donando a realtà locali di vario genere in modo concreto per essere un concreto supporto.



In ogni evento della Brasseria Veneta è la birra artigianale creata tra le mura di casa (Homebrewing) ad essere la protagonista indiscussa: ogni stile viene studiato e interpretato cercando di conoscerne e carpirne l'essenza, per portare alla degustazione qualcosa che permetta ai sensi dell'olfatto e del gusto di apprezzare la bevanda versata nel bicchiere per l'assaggio.
E siamo alla 2a Tappa degli incontri organizzati dalla Brasseria Veneta, dove la birra protagonista della serata, la IRISH RED, viene brassata dagli homebrewer soci della associazione culturale no profit, homebrewer appassionati e amanti della bevanda di Cerere, guidati dallo staff di esperti della Brasseria Veneta che aiuterà a degustare e valutare le birre presentate ai partecipanti che non necessariamente devono essere produttori casalinghi di birra. 
Il luogo prescelto è la Pizzeria Sant'Agostino di Treviso, l'abbinamento dedicato e creato appositamento per lo stile oggetto della serata avranno come partners le deliziose pizze  realizzate e studiate in collaborazione con lo chef pizzaiolo del locale. 
Possono partecipare tutti coloro i quali piace la birra specie se artigianale, non è necessario partecipare portando la birra realizzata homemade: lè sufficiente avere voglia di degustare e apprezzare uno stile storico ma quanto mai difficile da reperire . 


Per info e prenotazioni Brassa e Degusta 2019 IRISH RED





Le IRISH RED (BJCP 15A), sono birre facili da bere, si presentano con un gusto delicato, leggermente maltate, talora si apprezza una leggera iniziale dolcezza di toffee/caramello, mentre al palato si sente un lieve cereale e biscotto per finire con un po' di torrefatto. Alcune versioni possono enfatizzare di più la dolcezza e il caramello, mentre altre favoriscono il palato di cereale e il secco torrefatto.
Mentre l’Irlanda ha una lunga tradizione di Ale, l'Irish Red Ale è uno stile moderno,  un adattamento o interpretazione dello stile English Bitter con meno luppolatura e un po’ di malto torrefatto per dare colore e secchezza. 
Riscoperta come stile di birra artigianale in Irlanda, oggi è elemento essenziale della gamma di gran parte dei birrifici, insieme alla Pale Ale e la Stout. 

Risultati immagini per immagini irish red

Le birre tradizionali irlandesi incluse in questa categoria dal BCJP vanno da un colore ambrato a scuro, sono ad alta fermentazione, di forza da moderata a leggermente forti e sono spesso ampiamente incomprese a causa delle differenze con i prodotti per l’export oppure oscurate dalle caratteristiche di birre ampiamente commercializzate da birrifici molto noti. Ogni stile in questa categoria ha caratteristiche ben più ampie rispetto a quanto comunemente creduto. 

DATI

 OG: 1.036-1.046 / FG: 1.010- 1.014
 IBUs: 18 – 28  EBC: 18 – 28  ABV: 3.8 – 5.0%


Ingredienti: generalmente in genere ha un poco di orzo torrefatto o malto Black per impartire il colore rossiccio e il finale secco da torrefatto. Malto base è il classico Pale Ale.
I malti caramello storicamente erano importati e quindi più costosi, non tutti i birrai li usavano.
In buona sostanza  sono l'equivalente meno amaro e meno luppolato della English Bitter con finale secco dovuto all’orzo torrefatto, è più attenuata, con meno gusto di caramello e meno corpo delle ale scozzesi con equivalente alcolicità.
Irish red Ale: seguendo il Bjcp rappresentano un qualcosa che sta a metà tra le rotondità delle Scottish Ales (ma meno corpose, meno toffeish) e le luppolature palatali delle Bitter inglesi (rispetto alle quali troviamo più rotondità e pulizia).

Esempi commerciali: Caffrey’s Irish Ale, Franciscan Well Rebel Red, Kilkenny Irish Beer, O’Hara’s Irish Red Ale, Porterhouse Red Ale, Samuel Adams Irish Red, Smithwick’s IrishCream Ale

Queste birre rientrano nella macro area Frutta e toffee: una buona caratterizzazione dovuta al malto, hanno anche aromi leggermente fruttati, con note di caramello e mou che si accompagnano a note di frutta secca, mele rosse, arance e susine.
ABBINAMENTI: pizza, vegetali a “radice”, formaggio blu, salumi, carne di maiale, pollame, selvaggina.

 Concludendo possiamo dire che "le Irish Red Ale sono uno stile-non-stile", non hanno una vera e propria storia, e nemmenpsi sa bene quando siano nate tanto che il BJCP  non riesce a definirle in maniera netta. 
Sicuramente è uno stile nato in Irlanda, ma abbiamo nulla che faccia risalire  al quando e al  come. E' intuibile o da supporre che prendano spunto dalle Pale Ale inglesi importate nella terra di smeraldo. Ron Pattinson, studioso della storia della birra anglosassone, così ci dice a riguardo:
"È divertente come sembra essere stato dimenticato che il classico Irish Red Ale Smithwicks ha iniziato la sua vita come Pale Ale. Nel corso degli anni è stato preso a calci un po 'dai suoi proprietari fino alla fine nel suo attuale stato dispiaciuto: una Pale Ale senza carattere di luppolo."

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Non esiste una birra rappresentativa dello stile, però possiamo ispirarci a due buoni esempi commerciali facilmente reperibili :
  • O’Hara Irish Red Ale  Una birra reperibile nei supermercati, una buona interpretazione dello stile: si presenta secca, caramello bruciato piu che toffee, molto leggera. Si beve con facilità grazie anche alla bassa gradazione alcolica (4.3 ABV). 
  •  Kilkenny   birreria fondata nel 1710, fino al 2013 prodotta nella Birreria Smithwick, ora viene prodotta a Dublino: colore rosso ambrato e gusto corposo ha gradazione alcolica pari a 4,3% vol. Ha una schiuma simile alla Guinness, con un gusto più forte (e più amaro di Smithwicks), sapore leggermente amaro e acidulo, addolcito da un tocco di caramello.

Il nome Kilkenny originariamente è stato usato negli anni 80 e 90 quando venne introdotta sul mercato europeo e canadese, per facilitare la difficoltà nella pronuncia della parola Smithwick'sÈ una birra da abbinare a piatti corposi di carne e formaggi speziati e stagionati.